Italia in quarantena. Il Parlamento a rischio chiusura?

Conte ha annunciato ufficialmente che l’Italia è un paese in quarantena. La Zona Protetta da domani sarà ancora più protetta. Le misure sono state prese in modo graduale perché non siamo abituati a limitazioni così forti alla nostra libertà. Prima limitazione degli spostamenti nelle zone più colpite; poi, anche in seguito alla fuga in massa dal Nord di sabato scorso, si estende quel regime all’intero territorio nazionale. Ed infine si chiude tutto, ad eccezione di farmacie, alimentari e industrie che producono beni di prima necessità. Cibo e trasporti pubblici garantiti. Ottime notizie per i fumatori: edicole e tabacchini resteranno aperti. Rivelato finalmente il nome del Commissario per l’emergenza Coronavirus: Domenico Arcuri (Chi è?). Per il resto, un solo monito: state a casa!

Chiuso tutto (o quasi).

Stasera il Premier è stato chiaro: è necessario un sacrificio e ne vedremo gli effetti tre almeno due settimane. L’italia è letteralmente in quarantena. Tutti i negozi chiusi, le aziende in smartworking, fabbriche aperte solo se salvaguardano la sicurezza degli operai. Tanti i dubbi e le domande: la mia azienda deve essere chiusa anxhe se rispetto i protocolli di sicurezza per il contenimento del coronavirus? Potrò rientrare nella mia città senza fare la quarantena?

La chiusura di tutti i negozi provocherà immancabilmente lo spostamento di molti lavoratori fuori sede. Da una lettura attenta dei decreti non emerge l’obbligo di quarantena, ma è la normativa regionale a deciderla.

Oltre all’Italia, anche il Parlamento in quarantena?

Che il COVID-19 fosse giunto anche alla sfera politica ormai è assodato. Il 7 marzo Zingaretti si dichiara positivo al test. Il presidente dellaq Regione Piemonte, Lazio, Lombardia si mettono in autoisolamento dopo aver rilevato almeno un caso positivo nel proprio staff o aver incontroto persone affette dal virus. Sono segnali importanti per indirizzare il senso civico del Paese. Ieri arriva una pessima notizia: un consigliere comunale di Piacenza è morto dopo aver contratto il virus. E’ il primo politico caduto a causa dell’epidemia. Prefetti e magistrati (prevalentemente lombardi) cominciano a risultare positivi. Ad oggi un parlamentare è risultato positivo e qualcuno avanza l’ipotesi di una chiusura del Parlamento. Al momento sembra alquanto improbabile anche perché sarebbe incostituzionale non garantire la continuità dell’istituto sostiene Gaetano Azzariti, professore ordinario di Diritto costituzionale dell’Università La Sapienza, intervistato dal Fatto Quotidiano.