Carceri in rivolta: vietate le visite.

Situazione critica in alcune carceri italiane ( in particolare a Modena). Molte le carceri in rivolta.

Tra i provvedimenti presi per il contenimento del corona virus c’è anche l’interruzione delle visite nelle carceri italiane fino a fine maggio. Il provvedimento, ovviamente, non è stata presa molto bene dalla popolazione carceraria italiane e in alcuni casi il malcontento si è convogliato in una vera e propria rivolta. Come riporta il Post, particolarmente grave è la situazione nel carcere di Modena.

In questo momento il bilancio è di 6 morti e alcuni feriti gravi, di cui alcuni in terapia intensiva. La situazione peggiore pare che sia a Modena, dove la struttura avrebbe subito una tale quantità di danni da non rendere utilizzabile la struttura per un lungo periodo. Venti invece sarebbero gli evasi a Foggia e 30 fuggiti e immediatamente bloccati. Meno fortunati i fuggitivi di Palermo, bloccati ancora prima di uscire. Al San Vittore di Milano da questa mattina alcuni carcerati sono saliti sul tetto. A Verona e Alessandria ci sono stati due decessi per overdose.

Nel pomeriggio di oggi anche a Prato sono scoppiate proteste. In totale sono circa trenta le case circondariali in cui sono scoppiati tumulti e proteste. I detenuti chiedono l’amnistia per la situazione emergenziale in cui si trova l’Italia in questo momento.

Il PD avanza proposte per venire incontro alla popolazione carceraria. I carcerati a fine pena potrebbero scontare gli ultimi giorni ai domiciliari. Probabilmente sarà difficile trovare il tempo anche per questo tipo di questioni vista l’emergenza nazionale da fronteggiare. Tuttavia, la questione delle carceri in rivolta potrebbe essere un sintomo anche di un malumore più generale. Gli italiani non sono abituati alle limitazioni delle proprie libertà.